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Risultati

Centro per la dislessiaIl nostro traguardo è di ottenere soluzioni durevoli e accessibili a tutti.

Centro per la dislessiaPossiamo fornire il materiale, mostrare la strada e dare la giusta direzione.

Centro per la dislessiaIl singolo deve poi crearsi lo spazio per progredire.

Centro per la dislessiaPadronanza dei simboli per una comprensione ottimale. (Martin)

Centro per la dislessiaIl papà è felice dei progressi di Martin.

Centro per la dislessiaHo capito! (Elia)

Comportamento da adottare da parte dei genitori dopo lo svolgimento del programma Davis®

Si può veramente correggere la dislessia in soli 5 o 6 giorni?

La risposta è un no assoluto. Il programma di base dura 5 giorni o 4 giorni più 2. Questi ultimi devono essere eseguiti entro due mesi.
Dopo, il cliente ed il genitore hanno a disposizione il materiale necessario per future elaborazioni e per il raggiungimento di un progresso effettivo. In seguito, il processo per il cliente e la sua famiglia, dura in genere da un anno a un anno e mezzo. Grazie ai nostri insegnamenti si riuscirà a padroneggiare la confusione, usando le risorse offerte dal metodo. Si affronterà la lettura e il sistema d'apprendimento in modo totalmente diverso, che diventerà patrimonio per il resto dell'esistenza.
Il nostro traguardo è di ottenere soluzioni durevoli e accessibili a tutti. Perciò, nei mesi successivi il corso base, si offre ai genitori una supervisione per verificare come procede il programma.

Come proseguire, dopo il programma base?

Servono disciplina, responsabilità e tempo! Senza disciplina, disponibilità e talento non bastano. Il talento richiede disciplina. Ballerini, sportivi, musicisti, devono esercitarsi tutti giorni per ore. Poeti e scrittori scrivono con costanza e metodo.

Il talento del dislessico non è un'eccezione, va esercitato. La nostra terapia non è una cura miracolosa. Possiamo fornire il materiale, mostrare la strada e dare la giusta direzione. Il singolo deve poi crearsi lo spazio per progredire. Il cliente ci fa partecipi della sua disponibilità al cambiamento, definisce il suo scopo e con questo si assume la responsabilità dell'esito. Lodi e successo però non possono eliminare completamente tutte le frustrazioni. La strada è lunga, ma tutti i passi, anche più piccoli, portano sempre più vicino alla meta. Questo modo di procedere porterà impulsi nuovi e anche soddisfazioni.

La scuola

Il metodo Davis® è un metodo che nel mondo intero ha raggiunto notevoli risultati riguardo alla dislessia ed ai suoi sintomi.
Il suo ideatore, pure lui dislessico, ha intuitivamente trovato la strada che lo ha portato all'elaborazione di un metodo veramente efficace.

Ciò che propone è atto a migliorare prestazioni scolastiche, ma nel contempo tiene conto della necessità di rafforzare la sicurezza e l'autostima del cliente che, molto sovente, si presenta con alle spalle un iter scolastico frustrante.
A nostro avviso, i docenti sensibili a questo problema, tengono in considerazione le difficoltà di un allievo dislessico.

Affinchè possano capire ancor meglio la loro particolare percezione, il loro dono, consigliamo la lettura del libro: Il dono della dislessia di Ron Davis ed. Armando Editore.

Cosa può fare, praticamente, un insegnante?

La presenza di dislessici in classe richiede l'uso di strategie che saranno vantaggiose per tutta la classe.
Affermando questo, suggeriamo di utilizzare l'aula esponendo alle parete e su tavoli ausiliari materiali inerenti lettere, difficoltà ortografiche, numeri, unità di misura, geografia, ben visibili e manipolabili.
Il pensiero non verbale del dislessico trae vantaggio da tutto ciò che può esperire visualmente.
Un metodo d'apprendimento della scrittura che parte dalla lettera e dalla sillaba, gli risulta più accessibile di un metodo globale.
Pure l'uso dello stampatello, per iniziare l'avventura dello scrivere, risulta più semplice.
Ideale è allestire un programma individualizzato per gli allievi con difficoltà, pur mantenendo una parte di lavoro in comune.
In particolare, nei confronto dell'allievo dislessico, non insistere con la lettura a voce alta, soprattutto se non gradita.
Tener conto maggiormente dell'orale, piuttosto che delle prove scritte.
Dare più tempo per le redazioni e le verifiche, minor peso agli errori ortografici, valorizzando i contenuti.
Acconsentire all'uso della calcolatrice e del computer.